Lando Santoni

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Indice dei Florilegi su e a Bivigliano qui sotto riportati:

 

13)"Bivigliano Montesenario e/o dell'Appartarsi"

12) Cammeo condiviso il 23.06.2018. Gola

11. Ora sono a Bivigliano e adoro la finocchiona…(Divertimento in occasione della festa 27.05.2018)

10) Cammeo condiviso il 28.02.2018. Avarizia

9) Cammeo condiviso il 01.11.2017. Accidia

Icone disegnate o fotografate per il sito e Opere...

8) Cammeo condiviso il 15.08.2017. Iconografia Estate

7) Cammeo condiviso il 14.06.2017. Iconografia Primavera

6) Cammeo condiviso il 05.03.2017: "Iconografia Inverno"

5) Cammeo condiviso il 20.11.2016: "Autunno. C'è vita!"

4)"Cammeo" condiviso incontro 13.07.2016 su un sonetto di Benedetto Varchi

3)  (Bivigliano): Oltre le 70 Primavere.

2) 5 Sonetti in Mostra ovvero adottiamo un "Maledetto Bastardo"

1) Nella "Natura" del Territorio di Bivigliano (Disegni)

13) A Bivigliano le nostre vite sono al di qua

Se il vento sussurra nell’abete

Ascolta

Se il vento si trastulla con l’erba e i fiori

Il cielo è fermo

Se mugghia nel bosco e si scatenano scrosci d’acqua

L’universo scompare

Se la brezza porta odori chiudi gli occhi

 

Anima attenta prima di riprenderti

Pensiero stordito che a poco a poco si prepara

Cuore dimenticato che non ascolta i battiti

Sensi sospesi, quasi bambini prima di crescere

 

Da Bivigliano

Basta arrivare alle curve dalle Macie alla Madonnina

Dove la vista si apre su Firenze

E la vallata pulsante dell’ Arno

E’ un immediato al di là

Che apre nel cielo un regale fulmine

Che lentamente ti martella

Tutto quanto ti scandisce ancora la vita.

 

 

12) Cammeo condiviso il 23.06.2018. Gola

 

Il mio pasto

C’è il senso dell’esplorazione

Nell’attesa del sapore

Ed è un lusso l’assaporare

Assaggiare e sentirsi epicureo

Banchettare con il tuo volto

Rende suntuosi anche giorni grigi.

 

Il cibo nel piatto diviene approdo

Solo la mia bocca nella coscienza dei sapori

Conosce la pregiatezza del gustarlo.

Come il tuo corpo è un piatto di sapori e di spezie.

 

Dentro v’è la melodia della vista

E’ come baciare assaporare questi bocconi

Sorridere del gusto che ti pervade

E spinge all’accoglienza il desco.

 

E’ una collana di preziosi quella che sfila e concede

Che scoppia nelle luci che esplode nei bagliori

Bagnati di brezza e d’ allegria.

 

Rifrescato dal mio pasto, risanate le cicatrici

Nasce una gemma di luce vitale che dissemina

Nuvole e ancelle nel cielo.

 

Questo è un pasto consumato che non restituirò

Nemmeno all’egoismi di dio.

Solenne è ciò che abbiamo mangiato, una festa!

Il mondo è più bello, una riconciliazione completata.

 

 

 

Sazietà

Io finorò tu finirai dentro di noi

E’ stato un invito che svanisce e ritorna

Un’intesa che esplode incantando

Tu sei l’ospite della mia anima

 

Nutrimento che annulla la necessità

Nutrirsi è la visita dell’assenza

E’ un dono che deve essere consumato

E’ vita, onnipotenza di un dio pagano

Che non può finire pena la vita stessa

 

Che cos’è la morte se non l’affievolirsi della potenza

Bambino svanito rassegnato senza nessuna attenzione

Senza nutrimento per crescere

Donna sola e abbandonata senza alcuna spezia

Senza abbeveramento per poter fiorire

 

Il tradimento del tempo è che mentre procede dissolve

L’amore diviene fragile e si ritira per paura della morte.

Questo cibo che invita, ammalia

Assumi, assapori, gusti

Si rivela e scompare

Ritorna, accenna, convince, incanta,

Poi sazia

 

 

 

Mangiando (prelibatezze)

La pietanza nel piatto si mostra nuda

Tolta l’appariscente giarrettiera e la rossa sottoveste

E chissà dove mai saranno le sue sottovesti.

 

Pronto per il sapore godi luoghi e persone diverse e nuove

Sconosciute perché rinnovate più belle come lontane

E accostando alla bocca una luce sconosciuta m’illumina la gola

E’ come un contatto altro che da piacere

Un piacere perfetto paralizzante, appagante come la disperazione

 

Perché il colmo si prolunghi,

L’intensità si distenda e l’appagamento si differisca

Procedo a bocconcini muti che pregano l’anima

E’ un piacere diverso dalla gioia.

Non è un profumo né un ritmo

Forse una piccola melodia speziata

Per meritare il sollievo di abbracciare una completezza

 

Grazia sono i sapori guadagnati che tu hai scelti.

Il sapore è un’aquila in bocca

Può turbarmi incidendomi in profondità

Il sapore è una visitazione

Che ascolti per accoglierne le sfumature.

Il sapore è una ballerina che balla

Il sapore è un lusso che non parla e non brucia.

11. Ora sono a Bivigliano e adoro la finocchiona…(Divertimento in occasione della festa 27.05.2018)

 

Storia…

 

Nel territorio di Bivigliano c’erano tanti contadini

E or ne son rimasti meno che pochini

Nei boschi di Montesenario lavoravano i boscaioli

Ora non c’è più né mogli, né figlioli

Si trovava la pietra serena dal Monte a Poggio Uccellini

Ora esaurita la vena son morti tutti gli scalpellini

Nel paese col treno e il postale arrivavano i villeggianti

Ora con le macchine, le moto e gli aerei sono spariti tutti quanti

 

La via degli dei, Padre Nando a Montesenario, Don Luca a Bivigliano

Si dan da fare, ma non possono prendere la situazione in mano

 

La strada frana, il paese è deserto, il giornale manca

E la neve spesso anche a primavera tutto ferma e imbianca.

 

Oggi…

 

Questo Paese con l’unico percorso salute, grazie a macchine, suv e camioni

Atto all’eliminazione degli anziani per risparmiar sulle pensioni

Questo paese che unico raddoppia inutilmente il giardino per bambini

Con un forno crematorio atto all’arrostimento di nonni e nipotini

Questo paese confinato ove quasi nessuno scende dall’inutile bussino

Perchè per venir qua occorre partir più di due ore fa da Firenze Pratolino

Questo paese ove all’epoca dell’alta velocità i tempi si dilatano sino a mai mai

Da quando con carbone in ferrovia e cavalli da Vaglia qui si veniva assai

 

Sfuggono le istituzioni, stentano attività e altrove guarda chi a Vaglia comanda

E il suon della rivalsa della conca sul monte si rimanda

 

Tracima la collina, pencolano iniziative, il percorso salute pedonale manca,

E a vecchi e giovani, belli e brutti non resta che ciondolare sulla panca

 

Epilogo…

 

Giorno per giorno si decimano maneggi, alberghi, botteghe, ristoranti e pensioni

Tremano i superstiti esposti sul muretto alle infauste previsioni

Smarriti si guardano in faccia gli abitanti tristi, muti e tutti seri

Finchè a qualcuno sorrise nel ricordo il povero Guglielmo Messeri

Che dall aldilà suggerì la finocchiona come auspicio d'abbondanza

E a quest’ultima spiaggia ci s’attacca alla Sagra della speranza

Ma come superare l’agguerrita concorrenza sulla primogenitura

Nell’indifferenza della conca, nell’assenza di tutti c’è da aver paura ?

Io suggerisco ai biviglianesi di fare come Trumpe l’americano

Un dazio sulla finocchiona se d’altre parti e non di Bivigliano.

 

Quanto a me confesso da giovane a molte feste dell’ Unità ho partecipato

In una di queste la finocchiona assaggiai, ma solo con Guglielmo ho degustato

E or che son qui a Bivigliano vecchio, ghiotto e rosso come sempre sono stato

Ringrazio bandiera rossa e Guglielmo per la finocchiona che mangio e ho mangiato

 

Il Rozzo a Bivigliano (Lando Santoni)

 

 

10) Cammeo condiviso il 28.02.2018. Avarizia

 

 

 

 

Certo

L’ orizzonte si è appiattito

Forse

I rapporti si sono allentati

E il cuore

Ha meno terminali negli occhi

Gli orecchi

Preferiscono i silenzi alle grida

Sono così avaro d’ aver assimilato il diniego ?

E fissando

L’orizzonte,

solo,

in pace,

in silenzio

la mia anima riesce ancora a sorridere

per la luce del volto delle donne che mi hanno sorriso,

per l’odore degli uomini che ho abbracciato con fraternità

per il lampo negli occhi delle mani che ho stretto in amicizia

per la sorpresa dei fiori del giardino

per i caldi anfratti del corpo della mia donna

per la forza e la fragilità giudicante dei figli

per la morbidezza giocosa dei nipotini

poi l’anima s’immaliconisce

per il forzato diniego delle sofferenze di troppi

Con soluzioni che si  allontanano in una pesante eredità

In un dopo di me; dopo tanta solitudine e silenzio.

Quando urla di sofferto rancore squarceranno tanta avarizia.

9) Cammeo condiviso il 01.11.2017. Accidia

In questo autunno della vita

Ove si sono arenati quasi tutti i vascelli della gioventù

E del tempo trascorso:

Alcuni perduti forse per sempre,

Altri sporadicamente riaffiorano anche dolcemente

Altri

Ancora si trascinano o incedono a fianco

Pochi

Dentro di me ancora forti, presenti e saldi

Nella loro ineludibile dignità di significato.

Tutti ormai consapevoli di un termine.

 

In questa accidia delle passioni

Mi è dolce appartarmi in questo luogo scelto

Unico

Ricercando un senso dei luoghi e dei tempi

Condiviso

E da condividere con un umanità senza tempo

Calore dell’uomo e della natura.

 

In questo modo creo visioni passeggere ma vaste e presenti

Sono naturali spunti di vitalità che generano serenità

Sono nubi fantastiche gonfie di sangue e di uomini, di donne e di tradimenti

Nubi che purificano l’anima

Balenio d’acciaio che si fa domestico e tempeste umane che si fanno sorridenti

Così questi verdi poggi, queste nature fiorite o ingiallite

Mi sono nuova immota dimora

E in questa sento spesso felice e sospesa l’anima mia

 

 

 

 

 

 

 

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8) Opera...

* La belle Helene  *

* Benvenuto Cellini 1 *

* Benvenuto Cellini 2*

 

* Don Carlo  *

 

* Faust  *

 

 

* Il Flauto magico *

 

* Madame Butterfly  *

* Macbeth  *

 

 

* Manon-Massenet *

 

* Norma *

* Sansone e Dalila *

8) Cammeo condiviso il 15.08.2017. Iconografia Estate

L’Estate è rappresentata da una figura matura:

  1. Bartolommeo Manfredi: Allegoria delle Stagioni

L’Estate è una donna florida matura  dai seni scoperti , licenziosa per quello che consentiva il clima controriformistico, il cui attributo è una corona di spighe

  1. Piter Brughel il Vecchio: I Mietitori

Cielo: Tonalità Calda e delicata con giallo-ocra caratterizza la stagione dal punto di vista meteorologico

La mietitura del grano

Il motivo del lavoro è associato alla celebrazione del riposo. Ma in definitiva prevale un clima di sospensione di inattesa d’eventi. Null’altro può succedere.

 

  1. Sebastian Stopkoff: L’ Estate o Allegoria dei 5 Sensi

I fiori alludono all’odorato

Lo specchio che rappresenta la vista ha un’ anta seminascosta, riferimento alla transitorietà della bellezza.

La scacchiera e i dadi richiamano il senso del tatto.

Gli strumenti musicali e lo spartito richiamano l’udito.

Le pesche e la frutta richiamano il gusto il segno più erotico dell’ estate. Ma tutto è compiuto

 

In definitiva l’ estate è una stagione non troppo simpatica in definitiva finisce per rendere desiderabile l’autunno La fine della maturità che prelude alla vecchiaia

 

 

 

7) Cammeo condiviso il 14.06.2017. Iconografia Primavera

 La Primavera è fra i soggetti più amati nel repertorio iconografico, letterario occidentale rappresenta l’età della giovinezza e della spensieratezza.

Nella Simbologia la primavera cresce abbeverandosi alla vita degli altri da lì apprende le forme delle sue idee dei suoi ideali. Anche se questi saranno i propri, bacia senza baciare, perché la sua melodia va da un’atra parte , meglio è baciata senza baciare Bacia inconsapevolmente e questa incoscienza cumulata al guardar in un’altra parte del Manfredi ci fanno ritornare alle inquietudini e al mal di vivere che le derivano dal contatto con le altre stagioni…Eppure invece lei da luce anche ai momenti più bui delle altre stagioni…In particolare nel fugace incontro con l’Autunno della Vita con la Primavera  quanta dolcezza ed attaccamento alla vita che se ne sta andando e in essa consapevolmente dona…..

.

 

 In Luca Giordano:Appare come una giovane donna cinta da una corona di fiori e con in mano un virgulto che germoglia.

Flora è la dea della rinascita primaverile.

E’ circondata di fiori simbolo del rigenerarsi dopo il riposo invernale.

L’Aria il dio dei venti zefiro associa alla giovinezza il temperamento sanguigno dell’incoscienza.

I cupidi in coppa teneramente abbracciati ci rimandano alla stagione degli amori.

 

E veniamo alla Primavera (4) del Botticelli ed affidiamoci ai critici:

Manifesto del sodalizio filosofico ed artistico dell'Accademia di Careggi. Vi si narrerebbe come l'amore, nei suoi diversi gradi, arrivi a staccare l'uomo dal mondo terreno per volgerlo a quello spirituale[2].

La scena si svolgerebbe nel giardino sacro di Venere, che la mitologia collocava nell'isola di Cipro, come rivelano gli attributi tipici della dea sullo sfondo (per es. il cespuglio di mirto alle sue spalle) e la presenza di Cupido e Mercurio a sinistra in funzione di guardiano del bosco, che infatti tiene in mano un caduceo per scacciare le nubi della pioggia.

La parte più interessante del dipinto è quella costituita dal gruppo di personaggi sulla destra, con Zefiro, la ninfa Cloris e la dea Flora, divinità della fioritura e della giovinezza, protettrice della fertilità. Zefiro e Clori rappresenterebbero la forza dell'amore sensuale e irrazionale, che però è fonte di vita (Flora) e, tramite la mediazione di Venere ed Eros, si trasforma in qualcosa di più perfetto (le Grazie), per poi spiccare il volo verso le sfere celesti guidato da Mercurio[2].

Le Grazie. Il loro movimento di alzare e abbassare le braccia ricorda filosoficamente il principio base dell'amore (da Seneca), la Liberalità, in cui ciò che si dà viene restituito[4]. Esse possono rappresentare anche tre aspetti dell'amore, descritti da Marsilio Ficino: da sinistra, la Voluttà (Voluptas), dalla capigliatura ribelle, la Castità (Castitas), dallo sguardo malinconico e dall'atteggiamento introverso, e la Bellezza (Pulchritudo), con al collo una collana che sostiene un'elegante prezioso pendente e dal velo sottile che le copre i capelli, verso la quale sembra stare per scoccare la freccia Cupido[4].

Quindi l'amore, nei suoi diversi gradi, arriva a staccare l'uomo dal mondo terreno per volgerlo a quello spirituale[2]spiccando appunto, il volo verso le sfere celesti guidato da Mercurio[2],Dio dei Mercanti.

Per me veramente troppo! A me rimane solo la grazia delle Grazie e la varietà e belleza di ogni singolo fiorellino: Un tappeto di vita.

6) Cammeo condiviso il 05.03.2017: "Iconografia Inverno"

  1. Bartolommeo Manfredi: Allegoria delle Stagioni

L’ Inverno è il vecchio appartato fuori dche guarda il  ciclo della vita (le altre stagioni. E’ la stagione del riposo periodico della natura. E’ un artigiano, un contadino legato alla morte ma anche alla speranzaE’ il signore del tempo

2. Piter Brughel il vecchio:Cacciatori nella neve Il focolare e il mastello alludono

all’uccisione del maiale Il ritorno dalla caccia esprime l’atteso riposo invernale Giochi invernali pattinaggio, boccie e ghiaccio

Il bianco, mescolato con il grigio-verde e il brumo-nerastro del ghiaccio offre un’immagine viva dell’inverno

 

3.Antoine Caron: Il triofo dell’Inverno

Saturno (Giano-bifronte) si dirige verso il tempio Bifronte perché rivolto al passato e al nuovo Segue un corteo Apollo Minerva e Mercurio Chiuso da Vulcano dio del fuoco Tutto ciò è il trionfo dell’inverno ( si può leggere anche all’incontrario)

 

6. Nicole Poussin: Il trionfo dell’inverno Il pallido sole velato è un simbolo della morte. Il fulmine trasposizione celeste del serpente

L’arca allude alla continuità della vita

Il serpente rappresenta l’oscuro mondo rigenerante della natura

La barca dalla morte alla vita

 

 5) Cammeo condiviso il 20.11.2016: "Autunno. C'è vita!"

 
  1. Bartolommeo Manfredi: Allegoria delle Stagioni

Il bacio rappresenta l’unione del giorno e della notte durante gli equinozi. Ricordiamo che con il bacio veniva anche rappresentata la morte “mors osculi”, provocata dal soffio di Dio. Questa morte estatica, paragonata dagli esegeti biblici e dai mistici alle gioie dell’amore trvava motivi mitologici negli amori divini come Diana per Endimione, di Giove per Ganimede e di Marte per Rea

2. Iacopo Bassano: Autunno

L’Autunno è il tempo dell’ultimo raccolto, ricompensa del faticoso lavoro dei campi e del sapere  umano applicato al governo della natura, rappresentata ovviamente dalla vendemmia e quindi associata a Dioniso. Con il mito della morte e della rinascita del Dio gli antichi esprimevano la corrispondenza fra le stagioni equinoziali dell’autunno e della primavera. Gli artisti si sono spesso avvalsi dell’immagine della vendemmia per rappresentare la stagione autunnale, associando alla rappresentazione di Dioniso una minuziosa rappresentazione delle diverse fasi della raccolta e della spremitura dell’uva:

Vendemmia e spremitura dell’uva

I contadini rendono impermeabili le doghe delle botti e, con la cerchiatura, si assicurano contro eventuali cedimenti del legno.

Le mandrie vengono fatte rientrare dai pascoli estivi

Nel tino viene riposto il mosto, da esso si formerà il vino nuovo, simbolo di gioia e di rinascita primaverile. 

 

3. Dominicus Van Weyen: Un astrologo osserva l’equinozio di Autunno

La luce fioca e il motivo dell’astrologo che osserva l’equinozio rappresentano in chiave allegorica la stagione dell’Autunno

Il tramonto del sole allude all’età della vecchiaia e del declino sino alla morte-notte tradizionalmente associati all’autunno

Il bacio tra il giorno e la notte simboleggia l’equinozio (mistero della vita e della morte)

4. Hans Buldung Grien: La Fanciulla e la morte

Nessun commento se non il mistero del soffio…e dell’unione-eros  vita-morte-vita

 
4) Lando Santoni "Ribellismo, Anticonformismo interiore" "Cammeo" condiviso incontro 13.07.2016 su un sonetto di Benedetto Varchi (Firenze 1527 e 1550)

…Quanto è soave e quanto utile si tragge

Del fuggir quel che i più seguon pronti?

 

"RIBELLISMO, ANTICONFORMISMO INTERIORE" ( Montesenario come rifugio e/o consolazione degli sconfitti)

A) Benedetto Varchi 23 anni prima di scrivere il Sonetto:

1527 Benedetto Varchi allora fervente “repubblicano” vive il clima “sessantottino” della Firenze antimedicea e si innamora…Scorriamo gli avvenimenti   

1527

E

Cresce la paura in città per il temuto sacco da parte degli imperiali in marcia verso Roma. Disagio economico e malcontento verso i Medici

 

1527 febbraio

P

Tumulti antimedicei in seguito alla rotta degli eserciti pontifici a Borgoforte

 

1527 febbraio 9

F

Nel rinascente spirito savonaroliano, il gonfaloniere proclama Cristo re di Firenze

 

1527 aprile 26

P

Tumulto del venerdì. Alcuni giovani chiedono una milizia (poi istituita in un primo tempo su base volontaria e ufficiosa) a

difesa della città dai Lanzichenecchi che, arrivati il 26 a S. Giovanni Valdarno, puntano su Firenze

 

1527 aprile 31

P

La città è salva dal pericolo di assedio: i Lanzichenecchi partono verso sud

 

1527 maggio 17

P

Dopo il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi, Filippo Strozzi convince i Medici ad abbandonare Firenze. Proclamato decaduto il loro regime,

 sono restaurati i consigli repubblicani (consiglio Maggiore e consiglio degli Ottanta) e istituito un nuovo Gonfaloniere di giustizia per la durata di

un anno. Il primo a ottenere l’incarico è il repubblicano moderato Niccolò Capponi

 

1527 giugno 2

E

Epidemia di peste, protrattasi per i mesi successivi

 

1527 giugno 11

E

Prestiti forzosi e imposte sui cittadini più ricchi, che colpiscono soprattutto i partigiani del precedente regime mediceo

 

1527 giugno 16

P

Riorganizzata la magistratura dei Nove della milizia, vacante sotto i Medici (che l’avevano ricostituita nel ’14, di fatto poi

abbandonandola). La provvisione del 6 novembre 1528 segnerà il vero ripristino della milizia

 

1527 giugno 17

P

Istituita la Quarantia, consiglio chiamato a supervisionare l’operato degli Otto di guardia invisi ai popolani e in generale l’amministrazione della giustizia

 

1527 giugno 18

F

Portata a Firenze l’immagine miracolosa della Madonna dell’Impruneta, per invocare l’aiuto divino contro la peste

 

1527 giugno 21

C

Muore a Firenze Niccolò Machiavelli

 

1527 settembre 23

P

Donato Giannotti eletto Segretario dei Dieci di Balìa

 

B) Benedetto Varchi nel tempo del sonetto 1550:

I Medici dopo aver sconfitto i rigurgiti repubblicani, ucciso o esiliato capi e simpatizzanti, istaurato il pieno controllo della città, richiamati i simpatizzanti di

 valore, ma in grande difficoltà economica “comprandoli”, fra questi il Varchi, gradatamente si impadroniscono della città e del potere, costituiscono uno

stato poliziesco a cui non c’è modo di sottrarsi se non …(Il Varchi scrive il Sonetto testimonianza di non conformismo e perché no di un certo ribellismo

non completamente sopito sebben addirittura nemmeno ammettibile a se stesso)

Avvenimento “clou” ed altri avvenimenti dell’anno 1550 che suffragano:

 Nel febbraio del 1550 (stile fiorentino: 1549) Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici duca di Firenze, acquista Palazzo Pitti per 9.000

scudi d'oro. La duchessa aveva intenzione di trasformare la vetusta dimora quattrocentesca in una residenza principesca alternativa a Palazzo Vecchio.
L'antico palazzo di Luca Pitti, edificato secondo le fonti su progetto di Brunelleschi, era divenuta ormai una vasta proprietà in decadenza, indivisa fra

numerosi eredi. Tale proprietà era così costituita: "un palazzo grande; una casa seu domibus retro dette le case vecchie; la piazza antistante fino alla via

maestra; cortile, logge, piazze, fonti e altri diritti e servitù; l'orto grande, che si estendeva dal palazzo fino alle mura cittadine per 146 staiora circa"

(Facchinetti 2000, p. 24). Con l'acquisto di Palazzo Pitti, Eleonora e Cosimo potevano realizzare una dimora principesca, ampia e sicura, immersa nel verde e

nel contempo chiusa dalle mura della città e dei conventi limitrofi. L'ampiezza originaria del palazzo era corrispondente alle sette finestre centrali della attuale

 facciata. L'edificio era aperto sulla piazza da tre portoni, sormontati da due piani divisi da marcapiani…

1550

C

Prima edizione di Le Vite di Giorgio Vasari

 

1550

A

Avvio dei lavori per il giardino di Boboli

 

1550 maggio 15

F

I Medici trasferiscono la loro abitazione a palazzo Pitti; cambia l’itinerario della processione di San Giovanni

(è ora previsto il passaggio dalla colonna di San Felice, per piazza Pitti e poi via Guicciardini)

 

1550 settembre 22

P

Bando che attribuisce ai “denunziatori” di Firenze non un salario mensile, ma un premio per ogni “malefitio che rapporteranno”

 

 

Conclusione è molto difficile vivere anche per chi isolandosi crede di elevarsi:

 

Il mondo è una prigione dove è preferibile stare in una cella d'isolamento.

Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909....

La vita, la sventura, l'isolamento, l'abbandono, la povertà, sono campi di battaglia che hanno i loro eroi,

eroi oscuri a volte più grandi degli eroi illustri.

Victor Hugo, I miserabili, 1862

3)  (Bivigliano): Oltre le 70 Primavere.  

Mi accogli Bivigliano nel mio inizio di sentire

in questo azzurro cielo in cui vanno in sospeso pensieri ormai vuoti

di una morbida assenza di reciproche concessioni

tocco di cinguettii improvvisi nell'aria

dove il mio verde cuore sconosciuto indugia

su elette visioni che scaturiscono da eventi sempre più lontani

 

Nel campo della chiesa di Bivigliano:

 

All'aperto il mattino incompiuto

in una armonica luce accoglie il riposo dei sentimenti acquietati

nei fiori che riemergono nel campo leggero profumo di gioventù

nel terreno oscilla la rugiada sui timidi petali che accordano gioia

nessun desiderio che ben si concili con l'allontanarsi della vita in questo profumo di erba e di terra

 

Primavera a Montesenario:

 

Dilaga offendendomi più grandiosa nel tuo grembo

plasmami stupendomi nell' immoto amplesso del tempo che ci abbandona

muti discopriamo le somiglianze che ci sovrastano nello scorrere del mattino

ci siamo contemplati stupiti all'inizio di ieri

nuovo paesaggio che offriva il riflesso che si elevava oltre l'attesa

afferrammo la conoscenza della contemplazione

ove svettano anche le alte piante indecifrabili di Montesenario

attorniati di sentimenti di spazio che viene meno come il mio respiro odierno su questa cima

ora pervadiamoci distendendo un muto sorriso negli occhi

che ci venga incontro temendo di non saper più ricordare come vorremmo.

Foto Paolo Orsini

2) 5 Sonetti in Mostra ovvero adottiamo un "Maledetto Bastardo"  

MOSTRA
Benedetto Varchi, Lorenzo Lenzi e il territorio di Bivigliano

 5 Sonetti in Mostra

ovvero adottiamo un "Maledetto Bastardo"

Dal 28 Giugno al 13 Luglio 2015

BIVIGLIANO

Via della Fonte 10 Rimessa “Benedetto Varchi”

 

Vai alla Mostra Benedetto Varchi (Tiziano Vicellio ) CLIKKAQUI

 

 

 

 

 

Da Domenica

28 Giugno al 13 Luglio 2015

 

 

1) Nella "Natura" del Territorio di Bivigliano (Disegni)

 

Intrattenersi

Appartarsi

 

Specchiarsi

Risvegliarsi

Perdersi

bivigliano@gmail.com

 
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